La cucina romana conosciuta attraverso i film

L'Italia, ricca di paesaggi incantevoli e attrattive culturali, presenta un territorio molto diverso, che si estende dal Trentino fino alla Puglia comprendendo le due grandi isole la Sicilia e la Sardegna. Paese, con una forte tradizione culturale che si rispecchia nella cucina e nelle ricette mediterranee, apprezzate e conosciute a livello internazionale.

Il legame con la terra e con l'attività contadina, è la caratteristica principale delle pietanze e dei cibi che gli italiani portano a tavola abitualmente. Pane, pasta, formaggi , verdure, carni pregiate, pesce e leccornie dolciarie, soddisfano tutti i palati dai più semplici ai più raffinati.

L'italia non è solo il paese che ha dato i natali al grande pittore Leonardo da Vinci, non è conosciuta al mondo solo per le belle arti e la musica, ma attraverso forme artistiche come il teatro e il cinema, è da sempre apprezzata come la patria del buon gusto e del buon cibo. Fu proprio il cinema del dopoguerra a mettere in risalto la genuinità e la semplicita dei piatti italiani.

L'arte culinaria nel bel paese, non riveste un ruolo secondario rispetto alle arti figurative,quindi saper cucinare bene è fondamentalmente. La capacità di creare piatti unici mescolando insieme ingredienti diversi, riuscendo a deliziare il palato, l'olfatto e la vista è l'obiettivo principale della cucina italiana. Un turbinio di colori, di odori e di sapori che si pregustano non solo nei migliori ristoranti, ma anche nelle più economiche trattorie e nelle bancarelle da strada.

Il cibo umile e semplice che viene venduto dai bancarellai è tipico delle stradine popolari. In Sicilia i cibi di strada più diffusi sono ad esempio le panelle, le crochette di patate, la milza e le frattaglie, che sono accompagnate dal pane. Questa tendenza alimentare, investe molte città italiane tra cui Roma. Qui, le nomerose trattorie nei quartieri di Trastevere, Campo dei Fiori e nella zona più popolare della città, cucinano pietanze a base di parti dell'animale definiti di quinto quarto, ossia frattaglie, interiora, mammelle della mucca, milza, lingua, trippa e la coda. Tutti questi piatti poveri sono molto gustosi e saporiti.

All'ombra del grande cupolone, i romani amano deliziare il proprio palato con la coda alla vaccinara, tipico piatto nato nel quartiere popolare dei "Vaccinari", cioè gli addetti alla macellazione dei bovini. Questi, usavano cucinare la coda del bue o in alternativa la coda di vitello, stufata e insaporita da un trito di verdure e pomodoro pelato. Stessa sorte spetta alle frattaglie, e alla trippa di manzo alla romana, cotta in umido o con salsa di pomodoro e abbondantemente speziata. La prima testimonianza scritta di quest' ultimo piatto ci perviene dallo scrittore e cuoco settecentesco Francesco Leonardi nel suo trattato "Apicio Moderno" dove illustra dettagliatamente tutto il procedimento per un'adeguata cottura.


La magnificenza di Roma capitale del mondo, è riconosciuta anche nella varietà culinaria, nella capacità dei romani di sapere bene accostare i colori, i sapori e il gusto. Fin dall'antichità, infatti, gli antichi romani seppero sfruttare questo dono, usando principalmente i frutti della terra e soprattutto il grano e i suoi derivati. Nella Roma Imperiale il pane, era un' alimento presente sia nelle tavole dei ricchi che della plebe. Venivano usate farine pure, con cui si panificava il pane dei ricchi chiamato " ostrearius", e la crusca per la panificazione del pane della plebe definito "durus". Il pane, è molto presente nell'alimentazione degli italiani, che lo usano per accompagnare gli antipasti e i secondi piatti. Ma dalla farina si ricava anche un'alimento ritenuto l'emblema per eccellenza di tutta la cucina italiana: la pasta.

Se Firenze viene ritenuta giustamente dagli storici dell'arte la culla del Rinascimento, osiamo dire che Roma, sia stata ed è la culla della pasta. Quest'ultima in tutte le sue varietà è la prima portata che gli italiani amano cucinare e mangiare. L'importanza che il bel paese, riconosce alla pasta nelle sue numerose varianti è un dato di fatto, riconosciuto anche all'estero. Tale riconoscimento e popolarità sono state veicolate attraverso il cinema, e le pellicole del dopoguerra. Queste, ritraggono un'Italia che inizia a riprendersi economicamente, con le famiglie che si riuniscono intorno ad una tavola degnamente imbandita consumando i loro pasti. Scene queste, di vita quotidiana che sono un classico dei film romani del regista e attore Aldo Fabrizi. Quest'ultimo che ha rivestito i panni di ambulante, portiere, oste, tranviere, bancarellaro, nei suoi film ritrae con orgoglio i piatti semplici della tradizione romana. Fu lo stesso attore che da buon romano e amante della cucina compose nel 1970, delle raccolte di ricette in versi dal titolo" Mamma Minestra" e " Nonno Pane",da cui riportiamo queste breve citazioni: Senza cità bruschetta e Panzella, è bono in ogni tipo di spuntino a comincià dar classico crostino fatto co' bro, alice e mozzarella- E' bono cor guanciale e panontella co' le noci, co' l'uva, intinto ar vino, e indorato cor burro a la padella.

La cucina romana, viene rappresentata da Aldo Fabrizi in molti dei suoi film come "Guardia e Ladri" interpretato insieme al celebre Totò De Curtis, "C'eravamo Tanto Amati" del regista Ettore Scola e nello sceneggiato "Leopoldo cuoco". Aldo condivideva l'amore per il cinema e la cucina con la sorelle Lella anch' essa attrice e ristoratrice, con i colleghi Alberto Sordi, Federico Fellini, Monica Vitti, e Ugo Tognazzi. Con le pellicole di Aldo Fabrizi si apre così, il connubio cinema cucina romana, e nasce il soprannome "pastasciuttaro", che distinguerà questo regista, negli anni della sua carriera cinematografica.

La pastasciutta e in particolar modo gli spaghetti con il sugo, diventano i protagonisti di alcuni film interpretati da Alberto Sordi come "Un' Americano a Roma"; "Roma città Aperta" di Federico Fellini; "Totò e il Latitante" con Totò De Curtis; " Il Postino" interpretato e diretto da Massimo Troisi, dove lo stesso autore si reinventa da postino disoccupato oste e cuoco, dettando anche una nuova ricetta degli spaghetti alla Mario Ruoppolo.

Una visione più umile e popolare la si riscontra nelle riprese che hanno come oggetto la pasta coi ceci dei" I Soliti Ignoti"; e nella frittata di uova di " Una giornata particolare". Cucinare diventa arte nell'arte con il film " Dramma della Gelosia" dove, Monica Vitti, inizia a prendere lezioni di Trippa e coratella dal fidanzato Ambleto. Il cibo, diventa per il cinema italiano del dopoguerra, essenziale per descrivere all'esterno la propria crescita economica e culturale.

La cucina romana offre un menù ricco e prelibato. Tra i primi piatti più diffusi si annoverano: i bucatini alla matriciana, le fettuccine alla papalina, gli gnocchi alla romana, i rigatoni con la pajata, i tonnarelli cacio e pepe, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, la carbonara, la pasta con fave e la pasta alla gricia. Come sopra già detto, anche la carne e il pesce sono degli alimenti molto usati soprattutto come secondi piatti. Chi si reca a Roma può assaggiare l'abbacchio alla cacciatora, l'agnello allo scottadito, il saltimbocca alla romana, la trippa, la ciumacata (lumache al sugo), la coratella coi carciofi e il pollo alla romana con i peperoni. Come contorni si propongono tutte le varietà di formaggio laziale, il salame, il prosciutto e i carciofi alla romana.

Nel campo dolciario, le pasticcerie della capitale realizzano un dolce tipico chiamato maritozzo che viene servito con panna, i bignè di San Giuseppe, le frappe e le castagnole molto diffuse in tutto lo stivale.

Di seguito riportiamo una delle tante ricette sopra citate: i bucatini alla matriciana, primo piatto, tipico della cucina romana molto semplice da realizzare. Le dosi per due persone sono: 150 grammi di bucatini, 150 grammi di guanciale, 150 grammi di pelato, un po' di cipolla, sale, peperoncino, pepe nero, olio, pecorino romano e due cucchiai di vino bianco. Tagliamo a cubetti il guanciale, versiamolo in un tegame dove è stato soffritto l'olio con un po' di cipolla. Rosoliamo per bene e sfumiamo aggiungendo il vino. Facciamo cuocere e inseriamo i pelati, saliamo e pepiamo. In una pentola con acqua bollente cuciniamo i bucatini, e quando saranno pronti uniamoli alla salsa. Amalgamiamo e serviamo spolverizzando la pasta con il pecorino romano.

 
Scegli la lingua
Italiano
Chi è online
 32 visitatori online
Banner
Capodanno 2017/18

Scopri il nostro menu di capodanno

Clicca qui